Moggi a ruota libera dopo la disfatta della Nazionale di Ventura

Luciano Moggi, sulle pagine Il Tempo, ha espresso il proprio pensiero dopo la clamorosa debacle della Nazionale italiana: “Tanta amarezza, ma è il risultato di una programmazione che non c’è stata, il risultato di chi, tra federazione e allenatore, ha dimostrato di non capire niente di calcio”.

Che colpe ha la federazione? “Quella di aver scelto la persona sbagliata cui affidare il dopo Conte. Ventura è una persona che io stimo come uomo e come professionista, ma non l’ho mai ritenuto in grado di guidare una Nazionale e soprattutto di succedere a uno come Conte, senza la giusta carica emotiva. Conte ha dimostrato di saper supplire alle carenze tecniche con la carica agonistica e ottenere risultati importanti. Poi se pensiamo a come Ventura è diventato ct, allora…”.

Il retroscena: “Ventura doveva essere il tecnico della Lazio per il dopo Bielsa, mentre Inzaghi era stato spedito a Salerno. Poi c’è stato il rifiuto di Fabio Capello a sedere sulla panchina azzurra e si sono rimescolate le carte con Inzaghi che è ritornato a Casa Lazio e Ventura che è stato scelto per diventare Ct azzurro. Cose dell’altro modo, perché nel calcio una cosa del genere non può esistere”.

Cosa doveva fare la Figc? “Proteggere e aiutare il tecnico. La Nazionale è il club più grande d’Italia e c’è la necessità di figure importanti accanto al tecnico che sappiano consigliarlo sotto tutti i punti di vista. E invece niente. Ventura poi ci ha messo del suo perché la partita di Solna ha detto che loro sono una squadra modesta ma pratica, tutti marcantoni contro i quali abbiamo commesso l’errore di giocare palle alte facile preda dei difensori scandinavi”.

Errori ripetuti anche a Milano: “Certo che sì. Poi come si fa a far giocare Gabbiadini che erano due anni che non vestiva l’azzurro in una partita così importante? E Jorginho, bravo ma che solo una volta ha trovato l’imbucata per Immobile e per poco non facevamo gol”.

Ci fosse stato lei cosa avrebbe consigliato al tecnico? “Avendo un bell’attaccante come Immobile, avrei suggerito due esterni di qualità come Insigne ed El Shaarawy che avrebbero creato la superiorità nell’uno contro uno”.

Sulle colpe di Ventura: “La colpa del tecnico è quella di aver accettato un incarico più grande delle sue possibilità. Non è adatto per una nazionale, non è un motivatore. Qualcuno si era illuso all’inizio, ma in realtà quando si è trovato davanti una squadra come la Spagna ha mostrato tutti i suoi limiti. L’esatto contrario di Conte che solo un anno prima la Spagna l’aveva demolita all’Europeo motivando molto bene i suoi uomini”.

Torniamo al 2006: è ancora orgoglioso di quel trionfo? “Certo che sì perché noi facevamo squadra, io, Giraudo e Bettega masticavamo di calcio e facevamo calcio. Con me tutto questo non sarebbe successo, non avrei mai preso un allenatore bravo per una squadra di mezza classifica ma non per la nazionale”.

Cosa non le è piaciuto oltre all’eliminazione?Ci hanno mandato a casa degli sconosciuti con un solo giocatore bravo (Forsberg), mica il Brasile e non mi sembra poco. Non mi è piaciuto che la federazione ieri non ci abbia abbia messo la faccia e abbia lasciato Ventura da solo. Le colpe sono da dividere in parti uguali tra tecnico e federazione”.

Secondo lei Tavecchio si deve dimettere? “Non lo so, non spetta a me, ma ha reso bene l’idea il presidente Malagò. E se lo dice lui. Io cambierei tutto, e la ristrutturazione andava fatta dopo il 2006 non dimenticando che per due volte siamo usciti al primo turno e stavolta neppure qualificati. Primo, c’è da trovare gente di calcio”.

Noi, io, Giraudo e Bettega, aiutavamo il calcio, questi lo hanno mortificato. Le sentenze ci hanno dato ragione e non eravamo noi il male. Lo ha detto anche Carraro che abbiamo vinto in maniera lecita e il tribunale sportivo non ha ravvisato irregolarità. Volevano farci fuori, ci sono riusciti e questo è quello che si ritrovano. Quanto accaduto lo vedo come un segno del destino perché se fai del male prima o poi ti ritorna. Poi, bisogna rivedere i settori giovanili e limitare gli stranieri. Oggi ne arrivano di seconda fascia, prima solo campioni. Ci sono squadre con undici stranieri e non va bene, così moriamo. E questi sono i risultati. Cambiamo tutto, rifondiamo il calcio. Solo così possiamo ritornare ad essere l’Italia”.