Fuori dal mondiale e con il morale ridotto ai minimi storici. L’Italia del pallone si è risvegliata ancora incredula dopo lo 0-0 di San Siro contro la Svezia che ha sancito la pagina più nera della Nazionale azzurra. Per la seconda volta, infatti, la rappresentativa tricolore mancherà alla massima rassegna iridata.

Italia, vedi la Svezia e sono dolori…

Un fallimento che rischia di scuotere le fondamenta della struttura federale (e tecnica) del nostro calcio, rimasto ancorato ai vecchi regimi del passato mentre il resto d’Europa e del mondo continua a correre verso il futuro. In queste ore di disfatta e rabbia si rincorrono le accuse per individuare i capri espiatori di tale fallimento (Ventura e Tavecchio sono nell’occhio del ciclone) ma è ancora una volta la cabala ad essersi divertita a giocare l’ennesimo tiro mancino agli azzurri.

Il carnefice (destino beffardo) è ancora una volta la Svezia. La nazionale scandinava è curiosamente presente in quasi ogni grande caduta italiana, così da assumere nell’immaginario pallonaro il ruolo di autentica bestia nera.

La prima apparizione di tale demonio è avvenuta nel lontano 1958, anno in cui l’Italia mancò la sua prima (e purtroppo non più unica) qualificazione al mondiale: la sorte volle proprio che la rassegna si disputasse in Svezia. Si passa così al 1992, annata da dimenticare per la Nazionale italiana. Dopo la cocente delusione per i mondiali casalinghi del ’90, gli azzurri mancarono clamorosamente l’accesso agli Europei: indovinate dove si disputò la competizione? Ovviamente in Svezia…

Peggio andò nel 1983, quando l’Italia campione del Mondo in carica nel giro di pochi mesi perse due volte contro la Svezia, incassano addirittura un pesante 0-3 al San Paolo. E anche in quella circostanza addio Europeo.

Italia-Svezia: Ibrahimovic ed il biscotto danese

Si può riassumere il tutto come una casualità ma negli Europei del 2004 ci andò perfino peggio. Azzurri e svedesi furono inseriti nello stesso raggruppamento: il tacco di Ibrahimovic ci condannò all’1-1 nello scontro diretto. Fu solo un preludio del biscotto svedese-danese che ci eliminò dalla competizione all’ultima giornata, tra polemiche, lacrime e sfottò. L’ultimo capitolo è poi andato in scena ieri sera, nel playoff mondiale di San Siro: l’Italia riesce nell’impresa di non segnare nessun gol in due gare contro gli svedesi. Ai gialloblu basta l’acuto di Johansson in quel di Stoccolma ed un’attenta difesa in terra azzurra: Italia a casa e niente mondiale.

Corsi e ricorsi storici che non possono tuttavia spiegare un fallimento dalle proporzioni mondiali. La Svezia potrà anche essere additata come nuova bestia nera ma la vera “sfortuna” è da cercare altrove, magari proprio in casa nostra…

A cura di Riccardo Catapano