Gianluca Vialli, ex calciatore e opinionista tv, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera

Le parole di Vialli:

“L’atteggiamento? Di sicuro non come venerdì all’andata, li abbiamo fatti diventare più forti di quanto in realtà siano. Inconcepibile farsi sorprendere da una squadra che gioca allo stesso modo dal Dopoguerra, classico 4-4-2 scandinavo: lancio, sponda, seconda palla. A Stoccolma s’è sbagliato tutto. Siamo spacciati? Tutt’altro, per me possiamo passare. E non lo dico così, ci credo. Per tre ragioni: la prima l’ho detta, la Svezia è rigorosa ma modesta, più debole di noi. Su due partite, la qualità complessiva pesa. San Siro? Credo non si potesse scegliere di meglio, mi aspetto un pubblico e quindi un ambiente sofisticato, pensante, riflessivo, attivo. Mi spiego: Milano significa uno stadio educato che saprà leggere la partita, fase per fase. Conterà, specie se non segneremo subito. Certo, gli stadi non fanno gol. Gli attaccanti. Immobile, Insigne, Belotti, Eder, Gabbiadini. Tutti ragazzi in cerca di una consacrazione internazionale che ancora non hanno. Questa è la loro partita, la loro grande occasione. Il mondo li guarda. Bene, ragazzi: a voi.