Colback ha rifiutato due squadre

Sembrava che potesse tornare tra i protagonisti, quelli silenziosi, del suo Newcastle, ma le cose non sono andate così. Dal 2014 il modesto Jack Colback entra in campo e suda la pesante maglia delle Gazzelle per 90 minuti ed oltre, se necessario. Un’abitudine che ha sempre avuto e che lo ha fatto apprezzare già nei cinque campionati col Sunderland, squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta. Poi il controverso passaggio a costo zero al Newcastle, dove firma la stagione migliore della sua vita. Nel 2014-15 ben 38 presenze, di cui 35 in Premier League, condite da 4 gol e 7 assist, mai come prima e probabilmente come mai più. Le presenze sono leggermente calate, i gol e gli assist pure. Ma in fondo il suo mestiere è spezzare l’azione avversaria, preferibilmente senza prendere un giallo e facendo ripartire i suoi. Un operaio del centrocampo, un holding midfielder, come li chiamano in Inghilterra.

Emarginato da Benitez

Ma ora quel 28enne che ama sporcarsi le mani non gioca più. Il tecnico delle Gazzelle, Rafa Benitez, gli ha fatto capire che non c’è più spazio per lui nei suoi progetti. Dopo più di un anno al suo servizio, il ragazzo di Killingworth viene scaricato in conferenza stampa. “Non voglio tutti quei centrocampisti lì in mezzo”. E quando all’ex Napoli gli chiedono se potrà essere utilizzato almeno per sopperire all’assenza dell’infortunato Merino, Rafa risponde seccamente: “Sto lavorando con quelli che ho, lui può stare con la Primavera. Ed infatti, dopo 11 giornate di Premier League, l’ex Sunderland ha collezionato solo due presenze: entrambe con la Primavera. E pensare che pochi mesi fa due squadre lo volevano.

Colback benitez

Le tre possibili opzioni

Durante le ultime settimane di mercato, in Inghilterra si è timidamente parlato di un interessamento del Wolverhampton e dell’Hull City, ma nulla di concreto. Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla nostra redazione, i contatti ci sono stati e come. I due club sembrerebbero essersi dati battaglia per sedurre l’inglese, che però non ha voluto muoversi dal Nord-Est dell’Inghilterra, quello che il re Etelfrido soprannominò Northumbria. Consapevole della concorrenza in quel ruolo, il giocatore non ha voluto lasciare la regione in cui vive da sempre: la contea di Tyne and Wear. E’ lì che è nato, ha giocato nel Sunderland e poi nel Newcastle. Affezionato alla proprie radici al punto da rifiutare contratti più vantaggiosi e, sebbene la discesa nella seconda divisione, una titolarità ed una centralità tecnico-tattica fuori discussione. Ed ora? Chissà se a gennaio il rossiccio Jack deciderà di cambiare squadra. Di sicuro Benitez non gli tenderà la mano. I Wolves, che troneggiano in Championship, potrebbero volere altra esperienza in squadra; l’Hull City, potrebbe cercarlo di nuovo. E poi l’ipotesi più suggestiva: il Sunderland è ultimo e rischia seriamente di sprofondare in League Two. Potrebbe servire un eroe e c’è un 28enne in cerca di riscatto. Una di quelle favole che solo il calcio regala. E non sarebbe nemmeno troppo lontano, come piace a lui.

di Nino Anacleria