Carraro su Calciopoli: “Non si è mosso un euro, ingiusto dare lo scudetto all’Inter”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:10

Carraro su Calciopoli

Ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport della propria biografia Franco Carraro. Eccone un estratto in cui si tocca lo scottante tema di Calciopoli:

Nel libro, difende alcuni personaggi finiti nell’occhio del suo ciclone: Joao Havelange, per esempio, il padrone della Fifa prima di Blatter.
«L’ho scritto. È stato una persona perbene. Il suo peccato? Il nepotismo. Lui è stato rovinato dal Texeira, suo genero».

Secondo lei non ha rubato?
«Sono un uomo, posso sbagliare. Ma rispondo di no, assolutamente no. Ci sono stati due Havelange: uno che ha aperto le frontiere del calcio, che ha innovato, un altro che si è rivelato vulnerabile, per sua stessa ammissione».

Poi ci sono le sue dimissioni, per la vicenda di Calciopoli. Nel libro lei dice: giusto che la Juve abbia pagato, ma «a vincere è stata la squadra più forte o più fortunata». Giusto toglierle gli scudetti, ingiusto darne uno all’Inter?
«Proprio così. È lo stesso pensiero che allora manifestò anche Candido Cannavò».

Quanto alla vicenda Calciopoli in generale?
«Non si è mai rintracciato un euro illecito. Per me è stata una partita di potere, incentivata da un sacco di chiacchiere».

Il calcio è più pulito di allora?
«Spero di sì. Anche se le insidie sono tante. La mia idea sarebbe quella di controlli a campione su vari aspetti di questo mondo. Condotti dalla giustizia, sportiva e non, comunque una giustizia che abbia poteri incisivi».

E la responsabilità oggettiva che diversi presidenti vorrebbero cancellare?
«Capisco, ma si tratta di un male necessario. Ed esiste pure a livello internazionale».