Milito su Palacio: “Ha di nuovo la testa libera, mi aspettavo giocasse così. Rodrigo è il calcio”

| 21/10/2017 11:40

Diego Milito, ex attaccante dell’Inter ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Corriere di Bologna. Queste le sue dichiarazioni.

Le parole di Milito

Diego Milito, da uno a dieci quanto la sta stupendo il suo amico Palacio? «Zero».

Come zero? Non dica che se lo aspettava? «Solo chi non lo conosce poteva pensare che facesse fatica. Rodrigo è un grande professionista, un giocatore straordinario e una grande persona».

Non lo mettiamo in dubbio, ma alle spalle aveva un paio di anni di silenzi… «All’Inter, dove inevitabilmente hai meno spazi… Ero sicuro che nel Bologna si sarebbe ritrovato. Un giocatore deve avere continuità per fare bene, non puoi pensare che sappia fare la differenza nei ritagli che gli vengono dati. L’ho visto a inizio settimana e l’ho trovato bello carico».

Quando lo ha incontrato? «Lunedì e martedì, mi ha raccontato Bologna e il Bologna, in ogni istante mi ha fatto avvertire la sua felicità. E quando Rodrigo è felice, per la squadra in cui gioca è un valore aggiunto».

Cosa le ha detto? «Mi ha spiegato di nuovo il perché della sua scelta, è come se mi avesse fatto conoscere da vicino Bologna. È innamorato della città, dell’ambiente, mi ha parlato molto bene di Donadoni, dei suoi compagni. Poi in fondo se sta facendo la differenza un motivo c’è, anche nel calcio niente arriva per caso. La sua contentezza la percepisci anche quando parla, non solo quando è in campo. Rodrigo aveva bisogno di trovare un luogo giusto dove poter costruire ancora il suo grande calcio, e lo ha trovato a Bologna».

«Le ho raccontato di quanto Rodrigo sia felice a Bologna, ma c’è anche un altro segreto alla base delle sue grandi partite. Ha la testa di nuovo libera, va in campo sereno, con la consapevolezza di poter essere importante per il Bologna, e soprattutto sapendo che ci sono una città e una squadra che in lui hanno una stima enorme».

Straordinario, certo, ma sempre di 35 anni. «Sulla carta di identità, è vero, ci sono scritti 35 anni, ma sul campo non li dimostra. Perché la sua testa è quella di un giovane, perché la classe e la qualità non invecchiano mai. E poi lui corre ancora più degli altri, e anche in questo caso c’è un motivo: i suoi pensieri e la sua volontà hanno un filo diretto con le sue gambe. Posso dirvi una mia idea? Palacio deve giocare, uno della sua grandezza in panchina è sprecato. Non solo il Bologna ha bisogno di uno come Rodrigo, tutto il calcio ne ha bisogno. Lui è il calcio. E non esagero».

 


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