Clausole d’oro: dopo Messi e Ronaldo tocca alla Germania

| 05/10/2017 07:45

Le clausole rescissorie sono ormai diventate una costante nel mercato calcistico. Come analizzato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il fenomeno è in rapida espansione. Dopo le cifre astronomiche stabilite dai top team come Real e Barcellona per blindare i propri gioielli, anche altri campionati come la Serie A o la Bundesliga si stanno adeguando.

Clausole e cifre astronomiche: ecco come sta cambiando il mercato

Partendo dalla Liga, basti pensare che ci vogliono 10 Belotti (che ha una clausola da 100 milioni) per poter comprare Cristiano Ronaldo, Gareth Bale o Karim Benzema dal Real Madrid. Serve, infatti, un miliardo di euro per portare via CR7 o la freccia gallese oppure il centravanti francese dai Blancos. Due le motivazioni alla base di tale scelta. Da un lato la volontà di proseguire con un gruppo stellare e capace di vincere tre delle ultime quattro edizioni della Champions League, dall’altro alzare la posta in modo da evitare possibili scippi come accaduto agli eterni rivali del Barcellona con l’affaire Neymar-Psg. Isco e Asencio sono stati anche loro recentemente «rinnovati», il primo fino al 2022 e il secondo sino al 2023, con super clausole. Per entrambi il prezzo fissato è di 700 milioni.

Più del triplo di quanto ha sborsato il Psg per accaparrarsi Neymar (222 milioni). Politica differente, almeno per ora, in Catalogna, dove il Barça è alle prese con il mega rinnovo di Lionel Messi. Pronti 30 milioni di euro netti a stagione per il fuoriclasse argentino e una quadruplicata clausola rescissoria che potrebbe sfondare il miliardo. Per il neoacquisto Dembélé la blindatura è stata fissata a quota 400 milioni. Nettamente più «modici» i prezzi per campioni del calibro di Piqué e Suarez, che per 200 milioni potrebbero lasciare i blaugrana. Restando in Liga, sono 100 i milioni che servono, invece, per soffiare all’Atletico Madrid la stella Griezmann e il talentino Saul (quest’ultimo fresco di rinnovo fino al 2026).

Un vero e proprio boom di clausole si registra in Bundesliga, a eccezione del Dortmund. Chi si conferma abile a sfruttare a proprio vantaggio le clausole è il Bayern Monaco, che a giugno ha strappato Gnabry al Werder Brema per soli 8 milioni. Il Liverpool ha addirittura sfondato la soglia della clausola (51 milioni) per ingaggiare Naby Keita dal Lipsia con un anno d’anticipo ed evitare possibili aste internazionali. E’ un caso isolato quello dei Reds visto che in Premier League, così come il Ligue 1, il fenomeno clausola è ancora lontano dall’essere integrato come consuetudine.

 


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