ESCLUSIVA – L’ex arbitro Marelli: “VAR? Avrei pagato per averla! Mauro? Siamo al bar, non al VAR”

| 02/10/2017 19:36

Ogni rivoluzione ha un prezzo: quella nel calcio italiano, che al momento si combatte sotto il vessillo del VAR, porta con sé uno strascico di polemiche. Abbiamo provato a capirne di più assieme all’avv. Luca Marelli, arbitro di Serie A dal 2005 al 2009.

Avv. Marelli, proviamo a tracciare un bilancio di questi primi 2 mesi di VAR.

Il bilancio per me è positivo, risponde l’ex fischietto di Como, “siamo in una fase sperimentale, è lecito che ci sia qualche errore di applicazione e qualche errore. Il protocollo originale, in inglese, sta circolando ma non se ne parla, giustamente per me: è come se una casa farmaceutica pubblicasse i primi esperimenti. Un miglioramento per esempio sarebbe cambiare la dicitura da ‘chiaro errore’ a ‘probabile errore’. Qualche problema di comprensione del protocollo e questo genera un po’ di confusione. Tranne in alcuni casi, dove chi parla mostra di non aver capito o di non voler capire“. 

Il riferimento è alle parole di Mauro?

“Obiettivamente sono rimasto a bocca aperta quando l’ho sentito. La sua proposta era convalidare il gol alla Juventus e dare fallo su Lichtsteiner, praticamente una norma del vantaggio al contrario. Tutti commettono errori, anche io ne commettevo, l’importante è che fuori dal campo poi ci siano valutazioni corrette. Altrimenti siamo al bar, non al VAR”.

Sul rigore concesso per mani di Petagna invece?

“Una volta riviste le immagini con il VAR, il pallone andava rimesso in gioco dov’era al fischio dell’arbitro, visto che non era uscito quando è stato concesso il rigore. Non riesco a capire la decisione di Damato, è un arbitro molto esperto: se Orsato (che era al VAR), l’ha chiamato, significa che lo invitava a rivedere la sua decisione. Damato ha contraddetto in pratica quanto ha visto Orsato alla moviola“.

Dubbi anche sulla dinamica del rigore

Il rigore andava ripetuto. E questo è un altro errore di Damato, perché il protocollo dice che la tecnologia può essere utilizzata quando chi spazza impedisce alla Juventus di tornare sul pallone. Per assurdo, in quella zona non c’erano maglie bianconere, Dybala poi è fermo e non prova neanche ad andare sulla respinta. L’errore è solo di Damato”.

Un altro episodio discusso è stato il fallo su Higuain…

“Il VAR non può intervenire in quei casi perché non è un chiaro errore, si tratta di un contrasto, soggetto alla valutazione di Damato. Per capirci, in Bologna-Inter se Di Bello non avesse fischiato, nessuno avrebbe potuto indirizzarlo con la moviola in quel senso“. 

Cosa risponde a coloro che lamentano l’eccessiva frammentarietà  del gioco?

“Gli episodi da VAR alla fine sono quelli da rigore, quelli da violenza sono rari così come lo scambio d’identità. Gli episodi da rigore quando va male male sono 3, se la partita dura 97 minuti invece che 90 amen, il gioco vale la candela. Nessuno spettatore si lamenterà  di rimanere a vedere una partita per altri 7 minuti”. 

E quando a lamentarsi sono tesserati del calibro di Allegri o Buffon?

“Vanno ascoltati, io non sono totalmente in disaccordo, han detto che va utilizzato meglio, ed è giusto. Che va cambiato ed è effettivamente quello che in commissione stanno già facendo. Magari parlarne al termine di una partita così può sembrare una lamentala, ma conosco bene Allegri che è uno che non si attacca a questi giochi. Così si creano solo malintesi”.

Come sarebbero andata le cose con il VAR ai  suoi tempi?

Il VAR non avrebbe cambiato neanche un campionato, neanche nel ’98. La tecnologia non poteva intervenire, se avessimo utilizzato il VAR sull’episodio del rigore su Ronaldo, visto che è un contatto, l’arbitro non sarebbe stato obbligato ad intervenire, a meno che non chi era al video non lo definisse un chiaro errore”. 

L’episodio più bello della sua carriera?

“L’aneddoto a cui sono più legato riguarda un Avellino-Napoli in Lega Pro, era la finale di playoff per la Serie B. Il napoli perse 2-1 a fine gara e Marino e De Laurentiis, nonostante la sconfitta, vennero negli spogliatoi a complimentarsi con me. Un po’ per fortuna, un po’ per poco tempo di attività in Serie A, non ho mai avuto grossi problemi”. 

L’episodio più difficile invece?

“Un errore che mi porto sempre dietro riguarda un Udinese-Catania 0-1: assegnai un rigore (realizzato da Spinesi ndr) ma il giocatore era un metro fuori dall’area. All’epoca avrei pagato per avere il Var, così come avrei pagato per avere la goal line technology”.

A cura di
Vincenzo Credendino (Twitter)


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