Intervistato dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Le parole di Ferrero:

“Un pronostico? Portano un po’ sfiga, ma rischio: finisce 2-1 per noi. Quest’anno possiamo divertirci: tolte le sei big, voglio arrivare primo tra le altre 14. Arrivare a Montella fu la realizzazione di un sogno. Se i risultati non sono arrivati diciamo che la colpa è stata mia. Gli allenatori li fanno i giocatori, i giocatori li fanno i presidenti. Una volta la Samp era un discount, oggi abbiamo profili già grandi. Ma non credo che Giampaolo sia pronto per una big: è un creatore di calcio, perfetto dove bisogna inventare. In una squadra piena di campioni cosa potrebbe fare? Credo che non si divertirebbe. Meglio che resti con Ferrero. Se dovesse andar via? Penserei a Bielsa, Loco come me. Oppure a Ventura, se lasciasse la Nazionale. Schick? Non voleva rimanere. Il problema di questi giocatori sono i procuratori, che li trattano come fossero opere d’arte, ma hanno solo vent’anni. Schick lo volevano anche Monaco, Psg e Juve. A Roma potrà diventare un principino, ma senza il blocco del governo cinese oggi sarebbe all’Inter con Skriniar. Cassano è un ragazzo fantastico, ma è prigioniero di se stesso: è cresciuto mandando a quel paese tutti quanti. Gli ho anche proposto di rimanere vicino a me, ma è un sanguigno, non potrei dirgli nulla perché si offenderebbe. Con Walter sbagliai lasciandomi condizionare dall’ambiente. Tornando indietro non lo manderei via”

E continua:

“L’Italia è il Paese degli invidiosi, dei fancazzisti e del sospetto. Magari ci fosse ancora Garrone. Mi ha lasciato delle fideiussioni nel 2014, poi stop. Ho ridato tutto. Siamo a posto così. I gruppi cinesi? Potevano pure restare in Cina. Il nostro calcio dovrebbe rimanere nelle mani dei presidenti italiani. Io sono un fan del Cavaliere, secondo me si riprenderebbe il Milan domattina. E Moratti lo amo, ho anche preso quattro mesi di squalifica per aver chiamato Thohir “filippino”… Se i cinesi arrivassero a Genova con tanti soldi non venderei mai la Sampdoria. Amo la Sampdoria, sono il primo tifoso. Vorrei tanto vincere qualcosa, almeno un trofeo. Poi potrei anche regalarla”.