Intervistato dai colleghi de La Gazzetta dello Sport, Patrizio Sala, ex Torino, ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista del derby contro la Juventus.

Le parole di Sala:

“Il mio derby più bello? Il primo in quanto tale ma anche perché lo vincemmo: nell’anno dello scudetto trionfammo in entrambe le gare. Aneddoti? Feci un fallo a Benetti: in verità lo sfiorai perché se l’avessi preso pieno chissà… Ebbene: lui mi guardò un po’ così, ed essendo Benetti, beh, mi allontanai un po’. Radice dava compiti, giocavamo con la zona mista, a uomo dietro e a zona in mezzo dove eravamo io, Eraldo e Zaccarelli. Gruppo completo, fantastico: non a caso andai ai mondiali del ‘78 perché in quegli anni Juve e Toro spopolavano. Nove giocatori bianconeri, sei granata. Irripetibile, oggi. Io, prima di un derby, punterei sui giocatori che potrebbero venir assaliti dall’ansia: la differenza si può fare lì, rasserenandoli. Pecci mi chiamava Patroclo, con lui abbiamo vissuto anche la Militare, il toro e la nazionale. Molto legati io e lui. Furino era un modello per la qualità di espressione al servizio della squadra. Produttività vera.

Del Toro di oggi mi piace la mentalità sì, quella di voler andare a vincere, il coraggio, frutti della testa dell’allenatore, di Mihajlovic. La Juventus è molto pratica, solida, con un allenatore che aspira sempre al massimo. E non è da tutti. Rincon ha le caratteristiche mie; Khedira, che ha più qualità di Furino, è tatticamente superiore come lo era Giuseppe. Dybala lo considero assolutamente unico, perché un mancino così non lo ricordo. Ljajic lo vedevo alla Claudio Sala quando partiva dagli esterni ma non per cattiveria e continuità. Adem ha i numeri addosso ma sono anni che ci chiediamo quando davvero esploderà definitivamente. Si chiama discontinuità, appunto”.

E continua:

“Higuain è più un Pulici, ma nel Napoli aveva anche qualche caratteristica di Graziani: giocava di più per la squadra, anche se a volte lo fa pure per la Juve. Il Gallo? Esplosivo, dinamico, forte di testa: diciamo un 65% Pulici e 35% Ciccio.C’è tantissima concorrenza. Spietata. Però i posti per andare in Europa esistono. Applaudo il fatto che il Toro non abbia ancora perso in campionato, e quando questa squadra troverà la linearità di rendimento fra casa e trasferta, beh, allora sì, decollerà definitivamente”.