Referendum Catalogna, se vincesse il sì ecco l’undici titolare della sua Nazionale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:50

A cura di Armando Fico

Referendum per l’indipendenza della Catalogna: negli ultimi giorni, in Spagna come in Europa, non si parla d’altro. Il prossimo primo ottobre, infatti, i cittadini della regione iberica potrebbero ritrovarsi uniti in un voto storico, che potrebbe decretare l’indipendenza dal Governo centrale di Madrid.

Tuttavia, tanto le forze governative quanto istituzionali come il Tribunale costituzionale spagnolo, si stanno opponendo ferocemente, con arresti e repressioni severe, a questo evento, consapevoli ovviamente del più che probabile plebiscito a favore del partito secessionista.

Ma se effettivamente questo dovesse essere il risultato finale del referendum, quali sarebbero le implicazioni anche sul piano sportivo? In primis, le squadre catalane (Barcellona, Espanyol e Girona) sarebbero estromesse dalla Liga, con tanti saluti al Clasico e quindi alla rivalità storica tra blaugrana e Real Madrid. Si dovrebbe infatti creare una lega a parte, con tutte le complicazioni sportive, economiche ed istituzionali che questo passo comporterebbero.
Ed anche la Roja, la Nazionale spagnola, subirebbe un discreto impoverimento, dovendo tutti i giocatori di origine catalana migrare sotto i colori della Catalogna.

Pertanto, se per assurdo il referendum dovesse alla fine aver esito positivo, la Nazionale catalana avrebbe già una fisionomia ben precisa, un’identità calcistica radicata, ed anche tecnica e classe di primo livello. Il modulo, nemmeno a dirlo, è il 4-3-3 che ha reso il Barcellona la squadra egemone in Europa per qualità di gioco e risultati ottenuti. L’allenatore, qualora servisse specificarlo, non poteva essere che lui: Pep Guardiola.

In porta invece troveremmo un “rinnegato”, Kiko Casilla, che al momento è portiere di riserva nel Real Madrid ma che invece risponderebbe “presente!” alla chiamata del Pep. Arrivato per sostituire Casillas, e magari fare il secondo a De Gea, è finito alle spalle di Keylor Navas.

La difesa invece è tutta (o quasi) di derivazione barcelonista, con una linea a quattro formata da Aleix Vidal, Piqué, Bartra (che ora gioca al Borussia Dortmund) e Jordi Alba. Le alternative sono l’italiano Pol Lirola e il jolly Sergi Roberto, che proprio nell’ultima Champions ha mandato in delirio tutto il popolo catalano. Come? Ma davvero non lo ricordate?

Nel cerchietto rosso invece Serge Aurier. Non propriamente l’esempio di marcatura perfetta…

A centrocampo, invece, c’è quantità, qualità e magia – sempre made in Camp Nou, ovviamente. A tenere le redini della mediana troviamo Busquets, Xavi e Fabregas, un terzetto da far invidia a tanti club e capace di far passare notti insonni a qualsiasi allenatore si trovi ad affrontarlo. Certo, magari il punto forte non è propriamente il dinamismo, ma vorreste mettere la rapidità di pensiero, la capacità creativa e di fare filtro, la qualità nell’ultimo o nel penultimo passaggio che questi tre sanno combinare in maniera tanto sublime?

L’attacco invece è decisamente il settore peggio assortito. Tre brevilinei a guidare l’avanti catalano sono in teoria un grattacapo per ogni, ma poi le soluzioni offensive sarebbero oltremodo ridotte dalla mancanza di fisicità lì davanti. Certo, ad avercelo un Deulofeu in squadra! Ma il punto è quanto possano reggere il passo gli altri suoi due compagni di reparto Bojan Krkic (attualmente all’Alaves) e Jonathan Soriano (che milita nel Beijing Guoan).

Deulofeu

Articolo a cura di Armando Fico