Renato Zaccareli, ex mezzala del Torino tra gli anni ’70 e ’80, ha rilasciato un’intervista ai colleghi del Corriere dello Sport, in vista del derby contro la Juventus.

Le parole di Zaccarelli:

“Entro due anni il club vuole arrivare a giocarsi le posizioni per entrare in Europa League. La qualificazione in Champions? Un sogno, sarebbe fantastico. Giocare stabilmente in Europa serve per fare esperienza e far crescere la società. Quest’anno è partito bene ed è a ridosso delle prime. Adesso però inizia il difficile, serve continuità di risultati. Sull’eventuale cessione di Belotti il presidente è sempre stato chiaro dall’inizio e ha mantenuto le promesse fatte ai tifosi. Anche il giocatore si è comportato bene in questa situazione. Alla fine credo che tutte e due le parti possano trarre vantaggio da questa decisione. Il Mondiale è il suo punto d’arrivo. Sta trovando continuità di gol ed è ripartito da dove si era fermato. Il Mondiale può essere la vetrina giusta. E’ difficile fare confronti. E’ un giocatore moderno, uno che vorrei sempre nella mia squadra. Oltre a fare gol lavora anche tanto per la squadra. Sta acquistando sempre più fiducia in se stesso”.

E continua:

“Barreca è un ragazzo giovane che ha fatto bene l’anno scorso, ma le difficoltà arriveranno adesso. Quest’anno si pretende molto da lui e la sua maturità sarà decisiva nel gestire le situazioni. Secondo me il Toro può essere la rivelazione del campionato. L’anno scorso si è un po’ perso a fine stagione, ora si può giocare fino alla fine la qualificazione in Europa. Filadelfia? Sono arrivato da ragazzo con tanti sogni, entrando in quello stadio dove si respirava la storia. Scendendo in campo si sentiva il dolore. Ricordo con grande piacere soprattutto le persone che lavoravano all’interno della struttura, dai magazzinieri alle signore della lavanderia. Eravamo come una grande famiglia. Il Torino non poteva permettersi di stare fuori da casa sua. Ora bisogna ritrovare quella familiarità che c’era prima”.