Montella-Semplici: alla scoperta della storia che lega i tecnici di Milan e Spal

| 20/09/2017 09:20

L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport racconta le storie di Semplici e Montella, storie che nel corso degli anni si sono incrociate

Nell’estate del 2009, quando Montella iniziava la carriera di allenatore dei Giovanissimi della Roma, Semplici firmava con l’Arezzo dopo quattro anni a Figline, definiti dagli entusiasti le stagioni del miracolo. In effetti successe qualcosa di irripetibile: la squadra salì dall’Eccellenza ai professionisti della Prima Divisione di Lega Pro. Vincenzo proseguì lasciando i giovani per la panchina della prima squadra, e sempre in Serie A, traslocò a Catania, Firenze, alla Samp e al Milan. Semplici, partito da Sangimignano con un’altra promozione, seguì un percorso inverso o comunque alternativo: Arezzo e Pisa con i grandi e poi a insegnare calcio ai ragazzi del vivaio viola. Nella sua storia da attaccante Montella ha vinto uno scudetto giallorosso e prima e dopo aveva segnato per Empoli, Genoa, Samp e Fulham. L’attuale tecnico della Spal frequentava spesso il centro sportivo della prima squadra: se Vincenzo organizzava un doppio allenamento giornaliero, Semplici assisteva almeno a uno dei due. La società apprezzava un unico conduttore: dai grandi ai piccoli la filosofia di gioco doveva essere simile. Montella era il principale stratega: la sua squadra esasperava il concetto del gioco e del possesso palla, che Semplici e gli altri istruttori delle giovanili provavano a replicare. Sul modulo c’era libertà: la Primavera di Leo si muoveva con il 4-3-3, Vincenzo sperimentava un modulo che oggi gli è tornato utile, il 3-5-2.


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