Focus CM24 – I colpi più decisivi del calciomercato estivo

| 06/09/2017 11:10

Il calciomercato estivo si è chiuso in maniera roboante, con l’ufficializzazione di Kylian Mbappé al PSG, ultimo dei grandi colpi del club parigino, che si candida ad un ruolo di primo piano nella stagione appena iniziata.

Tuttavia, sia grandi che – in apparenza – piccoli nomi sono in grado di cambiare volto ad una squadra, grazie alla loro capacità di incidere, trascinare, essere decisivi nei momenti più delicati di un match. Ecco allora, tra nuovi innesti e conferme insperate, le operazioni di mercato che maggiormente lasceranno il segno quest’anno.

Andrea Belotti – Torino

26 gol in una stagione: bastava questo per capire che Andrea Belotti sarebbe andato via dal Torino. Una plusvalenza stratosferica per Cairo, una grande avventura per il ragazzo e tutti felici e contenti. Invece, la favola è terminata con un altro lieto fine, forse anche più bello: la permanenza del Gallo nella compagine granata. Certo, i 100 milioni di euro chiesti per la sua cessione hanno influito non poco (dato che nessun club si è mai spinto ad offrire tanto), ma il calciatore mai è sembrato davvero così convinto di andar via. L’offerta ufficiale più audace per Belotti è stata quella del Milan, ma Cairo ha avuto il merito di non esser mai caduto in tentazione. Insomma, il colpo dell’estate è lui perché nel mercato di oggi, trattenere chi costa 100 milioni è più difficile di prendere chi ne costa 200.

(Antonio Giordano)

Monaco, assalto a Belotti: pronti a pagare la clausola da 100 mln

 

Marco Borriello – SPAL

Non era facile presentarsi in Serie A dopo 49 anni. La SPAL l’ha fatto nel modo migliore, grazie al tecnico Leonardo Semplici e ad un rosa competitiva e di carattere. La ciliegina sulla torta del mercato del club di Ferrara è l’ingaggio dell’attaccante Marco Borriello. Lo scorso anno miglior marcatore del Cagliari con 16 gol, sarà lui faro e punto di riferimento in campo della neopromossa SPAL. E alla prima sua apparizione non ha tradito le aspettative. Con il primo gol con i biancoazzurri contro l’Udinese, infatti, ha siglato un nuovo record: attualmente è l’unico attaccante ad aver segnato con ben dodici maglie diverse in Serie A. D’altronde il bomber di San Giovanni a Teduccio è dotato di grande personalità dentro e fuori dal campo. Gol di testa, di sinistro, in acrobazia: con il suo senso del gol sognare qualcosa in più che la semplice salvezza è lecito.

(Simone Guadagno)

 

Dani Alves – PSG

Sì, d’accordo. Hanno comprato Neymar e Mbappé, sono riusciti a trattenere Angel Di Maria, Julien Draxler, e per poco non arrivava in porta anche Pepe Reina; ma se quest’anno il PSG riuscirà nel su obiettivo di stravincere in Francia ed in Europa lo si dovrà in buona parte all’acquisto del laterale brasiliano ex Juventus. Probabilmente possessore della pietra filosofale, Dani Alves, a 34 anni, è un giocatore completo tecnicamente, tatticamente imprescindibile ed ineguagliabile, quasi inscalfibile, sotto l’aspetto mentale. Lo dimostra il suo esordio in maglia bleu in Supercoppa di Francia: gol e assist per li 2-1 finale, in rimonta, contro il Monaco. Insomma, Dani Alves è uno che si trova un passo avanti allo status di Campione ed appena uno dietro da quello di Leggenda. Ed è proprio per compiere quest’ultimo passo che ha scelto i parigini, rinnegando il suo mentore Guardiola che lo voleva al suo fianco al City. Dani Alves vuole vincere ancora, vuole vincere sempre… e lo farà anche a Parigi.

(Armando Fico)

 psg

Gianluigi Donnarumma – Milan

Amato, odiato e desiderato è sicuramente uno dei principali talenti sul panorama calcistico europeo e probabilmente mondiale. Un nome ed un talento che lo accosta con sempre più insistenza ad una leggenda vivente come Gianluigi Buffon. Un paragone che oggi può sembrare blasfemo, ma considerando i soli 18 anni ed i numeri mostrati sino ad oggi anche la carriera del capitano della Nazionale non è irraggiungibile. Per il Milan un vero e proprio patrimonio che in caso di disgrazia economica della nuova proprietà made in China, con i dovuti scongiuri dei tifosi, potrebbe finanziare da solo il prossimo mercato. La tribolata estate tra l’addio annunciato e la querelle con Raiola ha seriamente minato il rapporto con tutto l’ambiente rossonero. Alla fine, giustificato anche per la giovane età e le voci di mercato che lo accostavano a club del calibro del Real Madrid, quel rinnovo seppur tribolato ha ricomposto il rapporto con l’ambiente Milan. Ora toccherà solo al campo ed ai suoi guantoni confermare che quel talento potrà sbocciare presto in un campione, o come si usa oggi dire un vero Top Player.

(Mirko Matteoni)

Romelu Lukaku – Manchester United

Qualità, quantità, senso del gol da attaccante di razza. Insomma, Romelu Lukaku rappresenta il giocatore ideale per tutti gli allenatori, ma un po’ di più per José Mourinho. Il tecnico portoghese rivede in lui – seppur con le giuste proporzioni – il miglior Didier Drogba, punta centrale con cui lo Special One ha fatto faville. Lukaku è infatti perfetto per il gioco concreto del portoghese, che chiede di vincere le partite anche cinicamente, ma sempre badando al sodo. Poco spettacolo e molta sostanza, dunque, pare il motto di entrambi e con la qualità che si ritrova alle spalle (Pogba-Mkhitaryan-Martial-Rushford-Mata) segnare gol a valanga per lui sarà uno scherzo. Tant’è che ha già messo nel mirino i 25 gol dell’anno scorso siglati all’Everton.

(Armando Fico)

Kylian Mbappé-Neymar – PSG

Ok, qui siamo di fronte ad un dilemma tattico ed anche morale. Due giocatori che in totale sono stati pagati oltre 400 milioni di euro, al netto dei rispettivi stipendi, non possono non fare la differenza. Il problema è: come coesisteranno tatticamente tra di loro ed, insieme, con tutta la squadra? Non c’è dubbio però che entrambi sono due bocche di fuoco in grado incenerire qualsiasi difesa, e con Cavani formeranno un tridente potenzialmente da oltre cento gol sulla carta. Il rischio che però si rubino la scena a vicenda e che qualcuno venga messo in ombra dalla brillantezza altrui… Forti, fortissimi, ma paradossalmente anche fragili, fragilissimi. Ad Emery “l’ardua sentenza”.

(Armando Fico)

psg neymar uefa calciatori strapagati

Luìs Carlos Almeida da Cunha, meglio noto come Nani – Lazio

Non era facile accontentare i tifosi biancocelesti dopo la partenza dolorosa, seppur obbligata, di Keita Balde. In poche ore invece il ds Tare ha imbastito e chiuso un’operazione importantissima garantendo a Simone Inzaghi un giocatore tecnicamente valido, dotato di esperienza internazionale ed ancora capace di fare la differenza. Dopo aver vinto tantissimo in Inghilterra con il Manchester United ed anche l’ultimo Europeo con la selezione portoghese, Nani proverà ad affermarsi anche in Italia, in una piazza desiderosa di successi.

(Paolo Siotto)

nani

Mohamed Salah – Liverpool

Un acquisto che ha scaturito la meraviglia di tutti gli appassionati di calcio. Dopo l’ennesima, la migliore, stagione in giallorosso, la stella d’Egitto abbandona la capitale. 41 presenze, 19 gol e 15 assist sono nel 2016/2017: tutti gli hanno messo gli occhi addosso. La squadra più veloce, nonché la più convincente, è stata il Liverpool. Era facile prevedere che l’esterno sarebbe stato perfetto per il gioco di Klopp, ed infatti così è stato. Dopo i primi minuti la cifra sborsata per riportarlo in Premier, 42 più di bonus, di per sé già basse, sono sembrate ridicole. In un mercato folle come è stato quello appena chiusosi, pagare 50 milioni un giocatore in grado di fare reparto da solo è un affare che cambia il corso degli eventi. Ed infatti l’ex Chelsea si è subito ambientato: per ora i numeri dicono che in 5 presenze con i Reds ha segnato 3 gol e confezionato 2 assist. E’ lui il simbolo di un Liverpool che vuole velocemente tornare al proprio post in Champions ed in Premier, a suon di accelerazioni e tiri a giro.

(Antonio Anacleria)

James Rodriguez – Bayern Monaco 

Il colombiano può diventare il nuovo jolly offensivo di Carlo Ancelotti. Arrivato in prestito biennale con diritto di riscatto fissato a 60 milioni di euro dal Real Madrid, il trequartista è a caccia di rilancio dopo le ultime annate deludenti con le merengues. Chiesto esplicitamente dal tecnico italiano, che lo ha avuto a Madrid nel 2014/15 (46 presenze, 17 gol ed 8 assist), il classe ’91 aggiunge fantasia ed estro al reparto offensivo bavarese. Coadiuvato da mostri sacri come Robben e Ribery, l’ex Monaco potrebbe diventare la spalla ideale di Robert Lewandowski, concretizzando in zona gol gli spazi creati dal centravanti polacco. Si giocherà il posto con Muller (utilizzato poco da Ancelotti) ma se il colombiano dovesse ritrovare la verve mostrata dopo il Mondiale 2014, allora risulterebbe davvero l’arma in più della formazione tedesca.

(Riccardo Catapano)

Patrick Schick – Roma

Era della Juventus, poi stava per firmare per l’Inter, è finito alla Roma. Tre maglie in poco più di un mese e mezzo: se non è un record, davvero poco ci manca. Quello legato a Patrick Schick è davvero uno strano caso. Il caso di un giocatore che è finito nella squadra forse meno adatta alle sue qualità (in rosa poi ci sono già Dzeko e Defrel per il ruolo di prima punta) ma che aveva un disperato bisogno dell’innesto di un top player per risollevare la propria immagine. Certo, ora non si può dire che la Roma non sia “Schick”, ma Patrick dovrà farsi valere e non poco per conquistare un posto da titolare. Di certo, la sua maggiore mobilità  e migliori doti tecniche potrebbero avvantaggiarlo su Dzeko, ma sarà decisivo soprattutto perché consentirà a Di Francesco si variare il suo spartito incentrato sul 4-3-3, dando meno prevedibilità alla manovra giallorossa. Staremo a vedere.

(Armando Fico)

schick


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