Il calciomercato è finito: non avete notato nulla di strano?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:50

A cura di Mirko Matteoni

Una delle sessioni di calciomercato più bollenti della recente storia si è finalmente conclusa. Tanti i colpi che sono passati alla storia grazie, o purtroppo (punti di vista), al Paris Saint-Germain di “marca” saudita. Prima Neymar, che è diventato il colpo più oneroso della storia del calcio, e poi Mbappé sul secondo gradino del podio. Dopo solo un anno lo storico trasferimento di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United è solo un vecchio e sbiadito ricordo. In Italia l’ha fatta da padrone il Milan con un mercato a dir poco sontuoso ed il clamoroso acquisto di Leonardo Bonucci, grazie al cash made in China.

A proposito di Cina…

Non avete notato nulla di strano? Siete stati tutti distratti dai milioni investiti dal Milan, che poi analizzeremo al dettaglio. Riavvolgiamo il nastro: solo un anno fa, ed anche meno, se dicevamo Cina non vi venivano forse in mente Tevez, Lavezzi, Pellé… Titoloni di giornali e bombe di mercato con la Cina scatenata a fare piazza pulita di talenti dall’Europa e dal Sudamerica. Basti pensare allo scorso gennaio e alla telenovela Kalinic con la squadra di Fabio Cannavaro pronta a follie tra Aubameyang, ed i colpi Witsel e Pato.

Allora avete notato?

E questa estate? Ricordate colpi o almeno trattative importanti dal sapore medio-orientale? No! Si è proprio questa la notizia il vento è cambiato e pure drasticamente: dove sono finite le proposte milionarie dalla Cina? L’allarme era già stato lanciato da uno che da quei milioni si era fatto convincere: Villas Boas. L’allenatore dello Shangai SIPG aveva lanciato l’allarme un mesetto fa a proposito dei nuovi regolamenti: “Probabilmente le modifiche dei regolamenti porteranno il mercato a subire un arresto. Vedremo cosa succederà l’anno prossimo, ma non credo che le spese saranno altrettanto pesanti come prima”. Non solo il tecnico aveva ragione, ma non è bastato aspettare nemmeno un anno. I nuovi regolamenti cinesi e la pesante tassazione sulle transazioni hanno causato un brusco freno alla crescita del calcio in Cina.

La nuova frontiera

I cinesi abbandonano così il sogno di importare il calcio europeo? No, probabilmente no. Sono essenzialmente cambiate le strategie per arrivare a quello che è un obiettivo dichiarato del governo di Xi Jinping. La nuova frontiera, iniziata già da qualche anno, è quella di investire direttamente sulle società europee, l’esempio più vicino è proprio il Milan. La governance cinese ha, infatti, invaso in modo dilagante l’Europa, basti guardare la seguente mappa (fonte blogcalciocina):

Queste sono solo alcune delle società europee di proprietà, o in compartecipazione, da parte di cinesi. Una vera e propria invasione con strategie di marketing ben chiare e solide che hanno modificato l’interesse verso il Vecchio Continente. La vera preoccupazione ora è un’altra: in caso di “bolla cinese” cosa accadrebbe? Si perché proprio il Milan dimostra le evidenti difficoltà dei nuovi investitori di reperire ed immettere in società danaro fresco. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che il mercato dei rossoneri si basa su fideiussioni rese possibili solo grazie al fondo americano Elliott. Lo stesso Suning, vero e proprio impero economico, non ha finanziato come ci si attendeva il mercato dell’Inter. 

Il futuro?

Nessuno può dirlo. Bisognerà solo attendere e monitorare con attenzione un mercato ed uno sviluppo del calcio che sembra sempre più a briglie sciolte.

A cura di Mirko Matteoni