FOCUS CM24 – Milan, ecco Calhanoglu. Ma con Biglia, mercato da 10 e lode!

| 02/07/2017 17:56

Articolo a cura di Armando Fico

Con l’arrivo di Hakan Calhanoglu dal Bayer Leverkusen ora è lecito porsi una domanda: “Questo Milan è da scudetto?“. Sulla carta possiamo dirlo: sì, questo Milan può competere per lo scudetto, ma – attenzione – ciò non significa che possa effettivamente vincerlo.

Tra l’attitudine a competere per il titolo di campione e la possibilità concreta di vincerlo, infatti, ce ne passa. Serve pazienza. Montella avrà “l’ingrato” compito di assemblare una squadra praticamente nuova per sei undicesimi, cosa affatto facile, ma il dato inequivocabile è che il Milan c’è, il Milan è tornato e può giustamente ambire ai piani alti della classifica.
Da questa constatazione è impossibile fuggire: è un dato di fatto che la società è presente (seppur nelle figura predominante di Fassone), si muove in maniera oculata sul mercato, non si fa sfuggire gli obiettivi principali (ogni rimando alle “fughe d’amore” di Galliani con Tevez è puramente casuale). Ne sono una testimonianza i due blitz per André Silva e proprio Calhanoglu, trattative condotte – più o meno – sotto traccia e concluse con successo in un batter d’occhio.

Dopo sei acquisti e il muro dei 100 milioni di euro spesi andato già in frantumi, la rosa milanista si è letteralmente trasformata. Ora infatti Montella ha tra le mani una creatura da plasmare e riplasmare a suo piacimento, decidendo partita per partita se adattarsi all’avversario di turno oppure imporre il proprio gioco.

Tuttavia, questo mercato sin qui comunque eccellente, manca ancora del tassello principale: il centrocampista centrale di qualità che faccia compiere il salto di qualità definitivo al gioco di Montella. E Biglia, in questo senso, è davvero il profilo più giusto per completare l’opera, e per certi aspetti, l’alter-ego tattico proprio del neo arrivato Hakan Calhanoglu.

Un gol a caso di Calhanoglu

 

L’eclettico trequartista turco ha sì la capacità a condurre i rossoneri nella dimensione dell’universalità del gioco, ma le chiavi per spalacarne le porte ce le hanno solo calciatori come Lucas Biglia. Ecco allora, tutti i moduli che Montella potrà sfruttare con l’innesto dell’ex Bayer Leverkusen.

Biglia non cerca lo spazio: se lo crea.

Addio 4-3-3

Sì, il dato di partenza è questo. Con il turco in campo sarà molto difficile vedere un 4-3-3 puro. Calhanoglu rende a meglio infatti dietro la punta o dietro le due punte. Probabile quindi che Montella utilizzi alla fine un 4-2-3-1 o un 4-3-2-1 (che per i nostalgici è il modulo -“ad albero di natale” di ancelottiana memoria).

In entrambi i casi, la differenza sarà fatta soprattutto dalla versatilità di Giacomo Bonaventura. Nell’ipotesi 4-2-3-1, infatti Bonaventura sarebbe l’esterno d’attacco con compito anche di ripiegare e dare supporto ai due centrali di centrocampo. Nell’ipotesi 4-3-2-1, invece, Bonaventura scalerebbe sulla linea mediana, con Suso e Calhanoglu ad agire alle spalle di André Silva punta di diamante.

Calhanoglu è quello che taglia, fa collassare la difesa e scarica in porta

Come si può notare, in fin dei conti rimane nella sostanza sempre un 4-3-3, che però beneficia di un’interpretazione funzionale del ruolo da parte dei suoi interpreti più dotati qualitativamente.

Benvenuto 3-5-2?

Un’altra ipotesi da considerare seriamente è il 3-5-2; modulo che viene garantito soprattutto dalla versatilità stavolta dei nuovi innesti Musacchio, Rodriguez e Conti. Se il primo infatti può giocare sia a 4 che come centrale in una difesa a 3, anche gli esterni si prodigano a ricoprire il ruolo di ali e dare manforte sia in proiezione offensiva che in copertura difensiva.

A quel punto, però, Calhanoglu arretrerebbe nel terzetto di centrocampo, lasciando a Suso e André Silva il reparto avanzato. Certo, questa sarebbe una soluzione tattica interessante e (ancor più) percorribile se il Milan dovesse mettere a segno anche un altro colpo, stavolta in attacco. Che sia il tanto vociferato Kalinic? Il croato sarebbe senza dubbio una soluzione interessante, capace inoltre di aprire un’ulteriore porta: quella del 4-3-1-2.
Con questo modulo, Calhanoglu sarebbe riconsegnato al suo ruolo naturale, ma forse andrebbe un po’ ad inibire l’esuberanza offensiva di Bonaventura.

Kalinic mai banale

Ora la palla passa a Montella? No, rimane ancora a Fassone e Mirabelli, perché senza un metronomo in mediana (Biglia, insistiamo), questo Milan rischia di rimanere un’opera incompiuta, ma soprattutto incapace di tener fede alle sue ambizioni di tornare finalmente tra le grandi del calcio italiano ed europeo. Un altro sforzo sul mercato, allora, costi quel che costi, va fatto.

Articolo a cura di Armando Fico

 


Continua a leggere