Sassuolo, Cannavaro: “Voglio giocare altri due anni. Pellegrini? Mi ricorda il primo Hamsik”

| 29/04/2017 05:00

Paolo Cannavaro, difensore del Sassuolo, ha parlato ai microfoni di La Gazzetta Dello Sport. Il “fratello di Fabio” parla di questa etichetta e di molto altro nella sua carriera. Ecco quanto riportato dalla nostra redazione.

Le parole di Cannavaro

“Ci ho convissuto per anni con questa etichetta. Fabio è stato uno stimolo da bambino, un macigno e poi la più grande vittoria della mia carriera. Perché quell’etichetta me la sono tolta. Lui era uno dei difensori più forti di tutti i tempi. Io, a Napoli, il fratello di… Quando mi sono affermato a casa, tornando in A, vincendo la Coppa Italia contro la Juve, la più bella soddisfazione, l’etichetta è sparita».

Domenica con l’Empoli può fare 400 partite in A e l’a.d. Giovanni Carnevali ha pronto il rinnovo. «Vorrei giocare altri due anni, sto bene e non ho mai detto che noia l’allenamento».

Se continua può superare suo il fratello in una cosa. Lui è a 421 presenze in Serie A.

«Un bel traguardo. In qualche cosa devo pur superarlo, è un modo per prenderlo”.

Da Parma a Napoli. Cos’è Napoli per lei?

«È casa mia, ci andrò a vivere, a Posillipo. Tutto mi riporta a Napoli. Sono tifoso e i miei figli di più, soprattutto Manuel, 15 anni, che come Adrian, 13 anni, gioca nel Sassuolo».

Cosa hanno in comune Parma e Sassuolo?

«Tante cose della quotidianità e la qualità della vita. C’è serenità e i progetti sono simili, l’unica differenza è che Tanzi lo vedevamo più di Squinzi, a volte mangiava con noi».

Da Mazzarri a Di Francesco: i due allenatori simbolo per lei. Differenze?

«Uno difende a tre, l’altro a quattro. Io oggi dico che mi trovo meglio a quattro. E di esperienza ne ho fatta, sono nato “curando il 9”, con l’obbligo di non fargli toccare palla. Loro sono simili nel preparare la partita al video, nel curare i difetti dell’avversario, nella meticolosità».

Se le diciamo Benitez?

«L’unico allenatore che non sono riuscito a convincere. Mi ha dato poche possibilità».

Se le diciamo Berardi?

«Il futuro del calcio italiano. I grandi li ascolta ed è sempre disposto a migliorare. Mi ricorda Cavani: vuole far gol anche nell’11 contro 0. Se il Sassuolo vuole crescere può tenerlo, ma quest’estate temo che sarà più dura».

Il giovane che l’ha sorpresa di più?

«Pellegrini, ricorda il primo Hamsik, grande mezzala. Ma cito anche Acerbi, il più forte difensore dopo i tre della Juventus, non sbaglia una partita da due anni».

Il più forte con cui ha giocato?

«Gigi Buffon. Spero non smetta mai».

Se Di Francesco andasse via, come dovrà essere il sostituto?

«Con le stesse motivazioni interiori. Da trasmettere a noi».

Lei che farà da grande?

«L’allenatore. Dei grandi».

Fonte Gazzetta Dello Sport.


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