Chivu: “Inter? Mancano vittorie e continuità, Ibrahimovic il più forte di tutti”

| 29/04/2017 09:59

Cristian Chivu, ex calciatore dell’Inter e della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Ecco quanto evidenziato da Calciomercato24: “Noi avevamo la fortuna di avere una squadra unita tecnicamente, caratterialmente, mentalmente: insomma in sintonia. Poi il dopo-trionfo andava gestito meglio: troppi cambi e troppo in fretta non fanno mai bene. L’Inter non riesce a dare continuità a quel che fa. Arriva un nuovo allenatore in estate, poi ne arriva un altro che fa bene e poi qualcosa si rompe. Così non si va avanti”.

Sempre colpa degli allenatori?

No, non è possibile. Quando parlo di continuità intendo proprio questo. Le colpe non sono mai di un singolo. Certo bravura e carisma variano, ma le componenti vanno insieme e le colpe sono di tutti: allenatore, giocatori, società. Chi arriva da fuori non conosce l’Italia e il suo calcio. È difficile comprenderlo, serve tempo per tornare in alto. Le risorse sono importanti, ma i giocatori non bastano. Serve tranquillità, ma l’Inter è un grande club deve vincere ed è difficile restare calmi. Si vuole tutto e subito: è impossibile”.

Cosa manca all’Inter?

Le vittorie. Solo quelle ti danno la consapevolezza di essere forte. La Juve lo è, ce l’ha, l’ha acquisita e domina. Vince da sei anni, ma qualche stagione fa non era così forte. Ha insistito su un percorso, l’ha consolidato in Italia e in Europa. Non a tutti riesce però.

 

Su Pioli…

Non mi pare il caso di ripartire da zero. Come ho detto l’Inter ha bisogno di continuità. Poi però decide la società. È un’esclusione che fa tanto male anche perché è arrivata poco dopo la vittoria della coppa. Era finito un ciclo, evidentemente non sono state fatte le scelte migliori”.

Il compagno e avversario più forte…

“Di sicuro Zlatan Ibrahimovic. Lo conoscevo già quando giocavamo all’Ajax. Poi ho visto la sua crescita fisica, mentale: lui è il più forte. Dove è stato ha vinto. Avversario? Ronaldo, quello vero, quello brasiliano. Si parla tanto di Messi e Cristiano, ma non c’è paragone: Ronaldo è stato il migliore di tutti”.

Mi manca il campo, lo spogliatoio. Ho riposato abbastanza, mi piacerebbe sì”.


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