Cairo: “Milinkovic-Savic è il Donnarumma serbo, mi piace molto Chiesa e avrei trattenuto D’Ambrosio…”

| 29/04/2017 08:51

Urbano Cairo, presidente del Torino, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Ecco quanto evidenziato da Calciomercato24: “Il Torino per me è una squadra che ha quell’ideale romantico che io ho dentro di me e che ha mosso le scelte fondamentali della mia vita. Il Toro e i tifosi del Toro hanno questa componente romantica , che li rende unici. Quando mi ha chiamato Chiamparino per chiedermi di prendere il Toro io, avendo un bel po’ di cose da fare, potevo sottrarmi. In quel caso, al mio desiderio di tifoso di farlo si aggiunse, e fu decisiva, la volontà di mia madre, che di solito, essendo figlia di statali, preferisce il certo al rischio. Lei in quel caso mi dette veramente la spinta decisiva per prendere il Toro. La storia del Torino è meravigliosa e terribile: Superga, Meroni, Giorgio Ferrini. I nostri tifosi sanno soffrire e gioire. Allegria e dolore si sono mescolati nella storia granata come in nessun’altra squadra italiana”.

Dove vuole portare il Torino ? E in quanti anni?

Io sono al Toro da 12 anni. Quando l’ ho preso avevo dei sogni grandi, ma poi ho capito che non erano così facili da realizzare. Quando abbiamo festeggiato i 20 anni di Cairo Pubblicità, ci siamo ritrovati con tutti i collaboratori e ci siamo detti quali sono stati i 10 principi fondanti della nostra azienda. Il primo di questi è nulla è impossibile e il secondo è nulla accade se non l’hai sognato prima. Io considero tutto possibile, però nel calcio è davvero difficile prescindere dalle dimensioni economiche delle società. Quindi nulla è impossibile viene temperato, non dico rimosso. Poi, certo, è successo che il Leicester ha vinto in Premier League, anche se quest’anno stava quasi retrocedendo. Il Leicester è una squadra piccola del campionato inglese, che però fattura due volte e mezza il Toro. Se il Toro non fa plusvalenze, fattura 60-65 milioni, per dire molto, e il Leicester ne fattura 140-145 . Questo ti permette di avere dei giocatori importanti che puoi pagare. Inoltre ti consentono di avere risultati di prestigio. Ho letto un libro, anni fa, che diceva che c’è una correlazione diretta, assoluta, tra il livello di stipendi e il livello delle vittorie”.

Il Torino ha fatto una politica di valorizzazione di giovani talenti per sfuggire a questa morsa…

Credo che siamo davvero bravi a cercare talenti. Se lei pensa negli ultimi quattro anni… Immobile, Cerci, Darmian, Maksimovic, Glick , Bruno Peres, Ogbonna , D’Ambrosio. Quest’ultimo che io avrei tenuto volentieri, è andato all’Inter a scadenza anche se gli avevamo offerto cifre importanti. Purtroppo succede che l’attrazione verso squadre che hanno possibilità economiche maggiori e possono quindi pagare stipendi proibitivi sia talmente forte da far cedere anche un giocatore che era legato a noi, legato a me, legato anche al nostro pubblico, ai nostri tifosi, come Immobile (che è tornato) o come Cerci, che vorrebbe  tornare”.

C’è un giovane giocatore di altre squadre che le piacerebbe avere?

C’è questo giovane della Fiorentina, Chiesa, che mi sta molto piacendo. E’ un ragazzino, ha appena cominciato, però è molto promettente così come Verratti, che ha qualità straordinarie. Poi Donnarumma, mi entusiasma. Ho preso un portiere dalla Serbia, che si chiama Milinkovic-Savic. Non ho Donnarumma, ma secondo me ho uno che potrebbe essere il Donnarumma serbo, perché è un giocatore del ’97, alto 2.02, che ha qualità notevoli, copre la porta come pochi…». 

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