Bologna, Sannino: “Destro deve decidere cosa fare da grande, può fare il salto di qualità”

| 29/04/2017 10:32

A lanciare in massima serie Mattia Destro è stato Giuseppe Sannino ai tempi del Siena. Il trainer di Ottaviano, a spasso dopo la recente avventura con la Salernitana, ha parlato dell’attaccante rossoblu al Resto del Carlino.

Sannino, Destro è tornato al gol a Bergamo.

“Non mi sorprende. E’ stato un gol da grande bomber: lui per me è un attaccante da doppia cifra”.

Le cifre, però, dicono che nelle ultime due stagioni si è fermato a 8, quest’anno è a quota 7.

“Credo che il problema sia un altro”.

Fisico?

“La questione principale è che Mattia deve guardarsi dentro e decidere cosa vuole fare: se vivere da uomo d’area di rigore, figura del calcio passato, o diventare un attaccante moderno e proiettarsi nel futuro”.

Si spieghi meglio.

“Gli attaccanti moderni sono quelli come Mandzukic, che ha vinto una Champions da punta e alla Juve fa l’esterno. Segna meno, ma è indispensabile e adorato. Oppure quelli come Belotti, Immobile e Gabbiadini, che non mollano nulla e si sbattono, oltre a segnare: Mattia deve mettere su il 10 per cento della fame di Belotti o della cocciutaggine di Immobile, perché gli attaccanti oggi sono così anche nelle grandi squadre. Se il ragazzo fa proprio questo concetto, a Bologna diventerà un re. I gol diventerebbero un problema secondario e comunque arriverebbero”.

Ma Destro ha questa caratteristica?

“Principalmente è un uomo da area di rigore, ma a Siena l’aveva e faceva tanto altro: chiuse la stagione anche con 4 assist, oltre alle 12 reti. Se vuole può: il suo rilancio dipende da lui. Dimentichi la Roma e il passato”.

Nel futuro di Destro cosa vede?

“Può fare il salto di qualità, ma deve volerlo e cambiare atteggiamento”.

Si riferisce alla gestualità e al nervosismo che talvolta esprime?

“Nel calcio moderno bisogna stare attenti anche a queste cose. Ma la verità è che chi conosce bene Mattia sa che è un ragazzo buono e molto generoso: quanto di più lontano dal piantagrane che io conosca. Per atteggiamento io intendo fame in campo”.

Vede altri Destro in Italia?

“Mi sta piacendo Falcinelli, ma è al primo anno in doppia cifra in Italia. Bologna ha ambizioni e palato fine, ha visto grandi giocatori in una piazza così servono punte affermate che in doppia cifra ci siano andate due o tre anni in fila. Secondo me Destro è l’uomo giusto”.

A Carpi ha avuto anche Borriello, che è stato chiacchierato più volte sotto le Due Torri.

“Al posto di Destro? Semmai in coppia, sono giocatori diversi. Marco è un giocatore eccezionale, lavora per la squadra ha esperienza e classe: non a caso ha militato in tutte le big italiane e gol l’ha sempre fatto”.

Lei invece ha lavorato con Pozzo al Watford.

“Personaggio straordinario, un presidente professionista: a Londra era in ufficio dalle 7 di mattina alle 17-18 e così chiunque lavorasse per lui. Le sue società sono macchine perfette in cui si pensa solo a giocare o allenare. tanto il Watford come l’Udinese, che lancia giocatori e ha strutture. Anche il Bologna si è avviato su questa strada: è lunga ma con pazienza e costanza i risultati poi arrivano. Per Destro, essere al centro di un progetto così è una fortuna. Credo ne sia consapevole e che anche grazie a questo possa fare il salto di qualità”.


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