Gigi Maifredi: “Guardare la Serie A? Preferisco Montalbano, il Napoli di Sarri mi piace”

| 25/04/2017 09:52

Luigi Maifredi, ex allenatore di calcio, ha compito 70 anni lo scorso 20 aprile. In passato è stato sulla panchina di Bologna, Juventus, Genoa e Brescia. Ora è tornato a parlare di alcuni aneddoti del suo passato calcistico.

Le parole di Maifredi

Queste le sue parole al quotidiano Repubblica: “Mi definisco un genio in campo e un asino fuori, di sicuro sono stato unico. Ho avuto in mano il mondo, ero riconosciuto come il migliore in assoluto e a causa delle mie fisime sono finito dietro a tutti. Sono arrivato alla Juve senza sforzo e non avrei dovuto. Mi ha fregato essere juventino. Avrei dovuto fare una tappa intermedia e poi andare ovunque.
Mi cercavano tutti: Milan, Inter e Dino Viola mi voleva alla Roma a tutti i costi e mi disse «si ricordi che i torinesi non sono la sua gente». Aveva ragione. Dopo Bologna ho sbagliato ad andare a Torino. Bologna è stata la mia fortuna e sfortuna: pensavo che dopo avrei potuto solo migliorare e invece come si vive da voi, da nessun’altra parte.
Dopo la Juve ho allenato solo per soldi. Ero deluso da me stesso, ho sbagliato. A Bologna comandavo io, potevo fare tutto quel che volevo, alla Juve no. Anche se Agnelli mi amava e fece di tutto per trattenermi. Perché, sia chiaro, fui io ad andarmene e non loro a cacciarmi.

Il calcio di oggi

“Oggi guardo solo le belle partite. Invece di Roma-Pescara preferisco pipparmi Montalbano. Non mi piace questo calcio, non c’è rispetto per il pubblico. Sacchi fu geniale nel studiare me e Zeman estrapolando il meglio. Nessuno mai ha interpretato il calcio come me. Tolti i big Conte, Ancelotti e Allegri, mi piace Sarri: ecco uno che ha ripercorso la mia strada, quando vedi l’organizzazione del Napoli è un piacere. Poi Giampaolo e Di Francesco. Mi incuriosiva Sousa, ma si vede che non è adatto al nostro calcio. Donadoni? Chi viene a Bologna deve capire che è un privilegiato: hai un pubblico e una città particolare, una stampa che sta nei limiti, c’è tutto per fare bene. Ma ci vuole entusiasmo”.

Continua a leggere