Monchi: “La Juve non si deve snaturare, in difesa sono i migliori. Chi passa vince la Champions”

| 19/04/2017 09:09

Parla Monchi

Monchi, ex ds del Siviglia, nonchè colui che fatto esplodere due dei protagonisti di stasera, Rakitic e Dani Alves, ha parlato ai microfoni di TuttoSport. Ecco le sue dichiarazioni. «Il segreto per giocare lì? Restare se stessi. Se passi vai fino in fondo» 

Nel 2002, quando era all’inizio dell’avventura da direttore sportivo dei biancorossi, scovò il terzino in Brasile, lo portò a Siviglia quasi gratis (500 mila euro). Dopo aver vinto due volte la Coppa Uefa lo vendette al Barcellona di Guardiola per 38 milioni. «Dani Alves ancora adesso se non è il miglior terzino destro in assoluto, è uno dei migliori. Parliamo di un giocatore con eccelse capacità fisiche e una formidabile visione di gioco».

A Barcellona temono Dani Alves perché lo considerano un giocatore che si esalta soprattutto nei big match: conferma? «Daniel è molto forte e come tutti i top ha sempre un ottimo rendimento, nelle partite importanti e non. Dani Alves ha una grande mentalità: è competitivo ai massimi livelli». Lei che lo conosce benisssimo, come si aspetta il ritorno di Dani Alves al Camp Nou? «Quando entrerà in campo magari sarà un po’ emozionato. Ma è normale che sia così, gli successe anche quando tornò per la prima volta da avversario a Siviglia. Daniel, però, è un competitivo ed è capace di gestire i propri sentimenti. Sarà concentrato al cento per cento per garantire il massimo alla Juventus. E per lui, il massimo, significa vincere. Come si dice da noi “avrà rispetto per il Barcellona e rendimento per la Juventus”».

Ha avuto modo di parlare con Dani Alves della Juventus?

«Abbiamo fatto due chiacchiere a Torino, quando siamo venuti per la Champions. L’ho trovato felice, il solito Daniel. Non potrebbe essere diversamente. Gioca in un grandissimo club. Torino sarà anche meno calda di Barcellona, ma il calcio in Italia è caliente». Sorpreso del 3-0 della Juventus nel match d’andata contro il Barcellona? «Sono rimasto stupito, esattamente come lo ero stato dopo il 4-0 del Psg».

Si aspetta la “remuntada bis”? «Ci proveranno, però penso che stavolta sarà più complicato ribaltare il risultato». La Juventus non è il Psg? «Soprattutto in difesa e nella fase difensiva. I bianconeri da questo punto di vista sono tra i più abili di tutta Europa». Su quale risultato se la giocherebbe una pizza con un amico? «Non mi piace scommettere e i pronostici non fanno per me ».

Il suo punto forte è intravedere in anticipo i giocatori di talento. Aveva tentato anche lei di acquistare Dybala quando ancora giocava in Argentina?

«Sinceramente, no. Vanno fatti i complimenti al Palermo e alla Juventus. I bianconeri sono stati lungimiranti a puntare su di lui. Non sono sorpreso: Paratici è uno dei ds più bravi».

Le piace il paragone Dybala-Messi? «No, Dybala è Dybala e sta diventando un gran bel giocatore. Partita dopo partita sta mostrando e confermando qualità eccezionali. Paulo nel match d’andata contro il Barcellona ha segnato due gol e mi aspetto che possa rivelarsi determinante pure al Camp Nou: se si inserisce bene tra le linee può far male ai blaugrana». Higuain ha già giocato tante volte al Camp Nou, però non ha mai segnato: come interpreta questo dato? «E’ strano, trattandosi di un bomber come Higuain. Ma quando entri in campo in questo genere di big match conta quello che fai e non il passato». Lei al Camp Nou è andato un’infinità di volte col Siviglia: l’ultima risale allo scorso campionato. «Ho perso tante volte, ma ci siamo tolti pure delle belle soddisfazioni, come quando li eliminammo dalla Coppa del Re».

Sul Camp Nou girano un’infinità di storie, alcune leggendarie. Dopo tante “battaglie” ha capito qual è il segreto per affrontare il Barcellona nel suo tempio? «La chiave è essere sempre se stessi, senza snaturarsi. Se vari modo di giocare perché affronti il Barcellona ti va male senz’altro. La Juventus dovrà fare la Juventus, come all’andata. Una cosa è certa: chi delle due passa poi si candida per arrivare in fondo alla Coppa». In Italia il suo approdo alla Roma è dato per certo in estate: è pronto a sfidare questa Juventus cannibale? «Scusatemi, ma in questo momento preferisco non commentare nulla sul mio futuro».

Fonte TuttoSport.


Continua a leggere