Acquafresca: “Pentito delle scelte passate, ora mangio tanta m…”

| 25/02/2017 10:21

“Il Bologna non ha mai creduto davvero in me”, parola di Robert Acquafresca. L’attaccante, ora alla Ternana, ha dato sfogo ai suoi pensieri ai microfoni di Repubblica, svelando anche qualche interessante retroscena di mercato.

Prima Di Vaio, poi Bianchi

A dirla tutta però, il primo anno al Bologna (2011/2012) non fu così male. “Vero”, afferma l’attaccante, “uno anche indimenticabile il giorno del funerale di Lucio Dalla, ma quell’anno lì c’era Di Vaio, si giocava col 4-2-3-1, alle sue spalle Diamanti e Ramirez; Marco sappiamo cosa ha fatto per il Bologna, era inevitabile che giocassi poco. Dopo arrivò Gilardino all’ultimo giorno di mercato. Non c’era posto, a gennaio del 2013 me ne andai in Spagna. Quando tornai giocava Rolando Bianchi”.

Pentimento

Pentito, cambierebbe sicuramente qualcosa: “A ripensarci adesso, non mi dovevo incaponire a restare qui, ma sono testardo e volevo vincerla, quella sfida. Invece sbagliai. Anziché in Spagna in prestito avrei dovuto cercare un’altra squadra a titolo definitivo”.

La prigione dorata di Acquafresca

Prigioniero, forse, di un contratto comunque ricco: “A volte quel contratto ha pesato nelle mie scelte, non lo nego. A volte no. Racconto questa: dopo il secondo anno a Cagliari venne De Laurentiis a farmi una super offerta, ma avevo pochi giorni prima stretto la mano a Preziosi per andare al Genoa. I miei genitori mi hanno insegnato certi valori, che non dimentico. Rifiutai il Napoli”.

“Si mangia tanta m….”

Fino al passato recente, vissuto ai margini della società rossoblu: “Si mangia tanta merda, scusate la parolaccia, anche se magari uno da fuori pensa solo ai soldi che prendi. Di fatto ti impediscono di lavorare, ma ci sono certe regole, e ci sta. Ringrazio la Ternana che mi sta dando l’opportunità di tornare davvero a far parte di un gruppo, perché la nostra carriera è breve”.


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