Pescara, il presidente Sebastiani accusa: “Vogliono farmi vendere il club, c’è qualcosa sotto”

| 07/02/2017 19:32

Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, è tornato a parlare ai microfoni di Radio24 dopo l’increscioso episodio accaduto nella mattinata:

LE DICHIARAZIONI

“Questa storia va avanti da tempo, nel calcio quando non arrivano i risultati le colpe sono di chi gestisce. Da un certo punto di vista le prendiamo noi, ma la critica è una cosa, arrivare a certi gesti è un’altra.

Credo che un presidente non debba dare la mano a nessuno. A Pescara in tanti anni è stato fatto un ottimo lavoro da parte di società, autorità e tifoseria che è sempre stata corretta. Normale la delusione quando non arrivano i risultati, ma tutto deve restare circoscritto lì.

Telefonate di solidarietà da capi ultras? No, da nessuno se non da parte di tutto il mondo del calcio e da tutta Pescara. 

UNA STRANA TRAMA

Se succedono certe cose c’è sempre qualcuno che trama sotto. Se io apro il giornale vede che sto per lasciare ed entra un altro che non ha mai parlato con me: qualcosa di strano c’è.

Se io voglio comprare una cosa, vado a comprare in un negozio e compro un abito, chiedo quant’è, pago e me ne vado. Se poi per comperare l’abito metto fuoco al negozio questa è un estorsione non un acquisto, poi però per queste cose ci sono le forze dell’ordine e la magistratura.

Incedi per estorsione? No. Secondo me, qualcuno, che probabilmente ha qualche interesse, deve venire da me, non deve andare sicuramente dai tifosi, né può fare in maniera tale che il sottoscritto magari per paura lasci strada libera a chi arriva. Non rientra nel mio dna.

Se uno vuole fare un’offerta deve venire da me, non deve andare da altre parti. Siccome ho sempre dato disponibilità e apertura ad eventuali possibili vendite, se poi alle vendite si deve arrivare perché io devo scappare dalla mia città non l’accetto. Io posso lasciare, ma siccome sono legato a Pescara, io lascio a chi è meglio di me, perchè se devo lasciare in mano a dei delinquenti ci metto un minuto.

A PESCARA PER AMORE

Chi viene a Pescara o lo fa perché innamorato del Pescara o magari ha altri intessi, altri discorsi da fare. Io non mi sento di lasciare il Pescara nelle mani di qualcuno che dopo sei mesi riporta le carte in tribunale.

Ho in mente di lasciare il Pescara nelle mani di chi è meglio di me perché io sono di Pescara e non posso permettermi il lusso solo di disfarmi della società per metterla in mano a gente che si ruba questi quattro soldi che ci sono. Non è quello che io intendevo quando sono entrato nel Pescara insieme ai miei soci e abbiamo fatto in nove anni delle cose che a Pescara non si faranno più per i prossimi 100″.


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