Dopo anni e anni di investimenti all’estero, con i giovani talenti italiani lasciati sempre di più ai margini, cambia tutto. Adesso le società italiane fanno a gara a chi punta prima sui gioielli italiani. E’ così che apre l’edizione de Il Corriere dello Sport: “Si compra italiano. Sempre di più. E si crede nel made in Italy”.

Tutti i giovani talenti italiani

Come riporta il quotidiano, sono in tante le future promesse del calcio italiano. Adesso non scappano solo all’estero, restano anche in patria. Le big ora iniziano a puntarci forte, gli esempi più importanti sono quelli di Gagliardini dell’Inter, la Fiorentina con Bernardeschi, Saponra, Chiesa e Sportiello, il Milan con Donnarumma, Calabria, De Sciglio, Locatelli, il Torino con Belotti, Barreca e Zappacosta, la Juventus con Caldara, Rugani e Mattiello, La Lazio con Cataldi e Murgia ed infine il Napoli con Insigne e Zerbin.

Non sono però solo le big a puntarci, anzi, i giovani crescono e vengono lanciati proprio dalle società meno blasonate. L’Atalanta è un esempio straordinario in questa stagione. Gasperini ha infatti lanciato giocatori come Caldara e Gagliardini venduti a Juve ed Inter, per continuare con Conti e Petagna, finendo con i classe ’99 Capone, Bastoni e Melegoni. In più la società bergamasca ha deciso di investire in altri giovani che sono arrivati a gennaio come Gollini e Cristante. Gli altri investimenti sono arrivati da Genova, dove la Sampdoria ha puntato su Verre per la prossima stagione. I “cugini” del Genoa, invece, hanno scelto Morosini e Beghetto, mentre il Cagliari ha prelevato Faragò dalla Serie B.

Tanti sono andati all’estero negli anni passati, l’esempio più eclatante è quello di Verratti. La lezione forse è servita ai club italiani a credere nei propri connazionali, cominciando così un percorso lungo ed importante.