Marino: “Mercato drogato, non durerà”

I gioielli dell’Atalanta si sono messi ben in vista in questa prima parte della stagione. L’interesse degli addetti ai lavori si è concentrato sul club orobico, sempre ben organizzato con il settore giovanile. Il dirigente Pierpaolo Marino, all’Atalanta dal 2011 al 2015, conosce bene l’organizzazione dei bergamaschi: “Il club ha ripreso ad investire con il ritorno di Percassi, dal 2010. Il talent scout Mino Favini – afferma il direttore al Messaggero – ha fatto un lavoro eccezionale. Basti pensare che la società investe il 10% del fatturato nel settore giovanile. Ora, gli italiani vanno di moda, ma c’è anche un eccesso nella valutazione, perché questi investimenti andranno poi analizzati nel tempo. Condivido la linea baby, visto che per me comprare un giovane significa non sbagliare mai. Ma prenderli con una valutazione già da top player è particolare. Sono quotazioni di un mercato drogato, vedi per esempio Witsel. Se paghi un giovane come un top player non è per niente naturale. Le cifre si sono triplicate, si tratta di una situazione destinata a non durare troppo nel tempo”.