Marco Tardelli, ex storico calciatore della Nazionale italiana, ha scritto una lettera per Francesco Totti e per come sta lasciando il calcio giocato.

La lettera di Tardelli

Questa la lettera apparsa sul quotidiano La Stampa: “Caro Francesco, ti scrivo per raccontarti dell’unica sensazione che ho provato seguendo la sfida dell’Olimpico con la Juve. Ho avuto il piacere di allenarti per un breve periodo nei Giochi del Mediterraneo. Un ricordo per me indimenticabile. Eri già un campione di prima grandezza e cercai con qualche domanda, agli addetti ai lavori, di capire come tu fossi caratterialmente. Ti descrissero come un ragazzo viziato e difficile da gestire. Insomma un caratteraccio. Dopo il primo incontro decisi e pensai, controcorrente, che saresti stato un capitano fantastico. Una sera, venni nella tua camera e ti lessi un articolo che riguardava Michael Jordan, grandissimo fuoriclasse del basket Nba. A grandi linee raccontava che essendo il migliore.

I suoi compagni si aspettavano da lui sempre nuovi miracoli, che riuscisse a guidarli verso la vittoria: insomma, che fosse il loro protettore. Il giorno successivo tu eri in testa al gruppo e, come il cane pastore, riprendevi e guidavi il gregge che sgarrava. Ho capito allora di aver fatto la scelta giusta, sei stato il Capitano. Ma c’è sempre un ma: dopo averti visto nel finale di partita, contro la Juve, mentre tutt’intorno a te, compagni, allenatore e tifosi festeggiavano la vittoria. Tu, il Capitano della Roma, leggendario, un vero mito, sei corso negli spogliatoi con il volto gonfio di rabbia repressa senza curarti di quello che accadeva in quel momento. Hai mandato tutti al diavolo. Pessima decisione, perché così hai diviso le colpe”.

Tardelli continua

Il calcio, Francesco, è cambiato. I Viola e i Boniperti non ne fanno più parte ed è per questo che ti consiglio di prendere una decisione risoluta. Anticipa tutti. E se questa dovesse portarti lontano dal club, non preoccuparti. Niente e nessuno potrà allontanarti da Roma, dalla Roma e dai tuoi tifosi, che ti amano davvero e ti ricorderanno sempre come meriti, il Capitano.

So bene che gli addii sono dolorosi e la ricerca di un distacco a strappo è forte, ma bisogna saper pensare con generosità. Anche Spalletti non mi è piaciuto. Il suo ignorarti anziché abbracciarti, magari rischiando un rifiuto, è stato sbagliato. Considera questa mia come un abbraccio affettuoso a un campione che stimo. Marco P. S. Spero davvero che il nostro premio Oscar Paolo Sorrentino, non si sia accorto di quegli attimi di grande bruttezza tra te e Spalletti”.