La genesi di Pirlo

Calmo, pacato. Spesso imperscrutabile fuori dal campo, me incredibilmente riconoscibile nel rettangolo verde. La storia del calcio italiano degli ultimi venti anni è legata, inevitabilmente, al piede di Andrea Pirlo. O meglio ai piedi, che per lui non c’è mai stata differenza tra destro e sinistro. Nato calcisticamente a Brescia e poi trasferitosi in nerazzurro, inizia la sua vera storia col Milan. Un’intuizione, quella di Ancelotti, per scaturire le sue intuizioni, i lanci lunghi. Non più trequartista, ma mediano. Uno dei migliori della storia del calcio del Belpaese. Uno che con i suoi tocchi di prima ha aiutato la Nazionale a salire sul tetto del Mondo.

La maledetta

La sua bacheca personale esplode di trofei: 2 Coppe Italia, 6 Scudetti, 3 Supercoppe italiane, 2 Supercoppe UEFA, 2 Champion’s League, 1 Coppa del Mondo per Club ed il Mondiale del 2006. Ma il suo trofeo, il suo orgoglio più grande, non è fatto di metalli preziosi e targhe lucide. Perché il suo vero lascito, alle generazioni future, è la sua punizione. La traiettoria “alla Pirlo”. Perché se è vero che solo i poeti e gli artisti possono dare il loro nome ad un gesto, allora Pirlo ha dato il suo nome ad una vera e propria disciplina: La Maledetta.

Oggi Andrea Pirlo compie 38 anni, tutta la redazione di CalcioMercato24.it gli augura i più sentiti auguri, ringraziandolo per quanto dato al calcio.